Paradosso dell’efficienza dell’IA: quando i costi superano la produttività
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Paradosso dell’efficienza dell’IA: quando i costi superano la produttività

Lisa Schaeffer
Pubblicato il 30 giugno 2026
Ultimo aggiornamento il 7 agosto 2026
10 min di lettura


Lisa Schaeffer
Pubblicato il 30 giugno 2026
Ultimo aggiornamento il 7 agosto 2026
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Introduzione
Riassunto del report
Sfida 1: La nostalgia dei bei tempi andati
Sfida 2: Il costo nascosto della produttività
Sfida 3: persone vs tecnologia
Sfida 4: l'esodo dei "colletti bianchi"
Un ultimo messaggio per i leader
Tutte le risposte alle domande più frequenti
Affrontare il “costo di verifica” dell’IA
Non lasciare che costi nascosti, come il “costo di verifica” dell’IA, ostacolino l’ottimizzazione del lavoro nella tua organizzazione. Leggi le nostre analisi complete e inizia a costruire una strategia di IA che metta le persone al primo posto.
Questo blog approfondisce le sfide che le aziende stanno affrontando con l’IA, tra cui la nostalgia dell’era pre-IA, il costo della verifica, il rapporto tra persone e macchine e il rischio di un esodo dei colletti bianchi.
Introduzione
Mentre le aziende continuano a confrontarsi con il modo in cui l’IA sta trasformando il lavoro dei team, non c’è mai stato un momento migliore per porsi alcune domande scomode: gli strumenti di IA stanno davvero semplificando il lavoro o stanno semplicemente aumentando il rumore che i team devono affrontare ogni giorno?
Per rispondere, abbiamo intervistato 2.500 knowledge worker e condiviso i risultati in un nuovo report di ricerca intitolato “Il costo umano della trasformazione guidata dall’IA”. Il report analizza come l’IA stia ridefinendo il modo in cui il lavoro viene svolto e quale impatto ciò abbia sulle persone coinvolte. Una lettura ricca di spunti.
Riassunto del report
Nel nostro ultimo articolo abbiamo presentato i risultati, compresa la tensione paradossale che sta emergendo in molti luoghi di lavoro dove l’adozione dell’IA è decollata. Da un lato, l’IA aumenta l’efficienza e i team sono in gran parte favorevoli al suo utilizzo; dall’altro, crescono la stanchezza e l’incertezza sul futuro, e le persone iniziano a sentirsi scollegate dal proprio lavoro
Abbiamo anche offerto un’anteprima dei risultati del sondaggio: se non l’hai ancora letta, dai un’occhiata qui.
Ora vogliamo approfondire alcune delle tematiche emerse dai dati. Ascolterai i nostri esperti e partner tecnologici leader del settore che intervengonoper capire come iniziare ad affrontare queste sfide.
Sfida 1: La nostalgia dei bei tempi andati
Cosa abbiamo scoperto
Gli strumenti di IA generativa sono ovunque e, sebbene sia difficile immaginare il futuro del lavoro senza di essi, molti lavoratori guardano al passato con nostalgia. Quasi due terzi (65%) dei knowledge worker affermano di provare regolarmente nostalgia per com’era il lavoro prima dell’adozione diffusa dell’IA.
Alla base di quella che definiamo “nostalgia pre-IA” c’è una ragione chiara: le persone sentono che il cuore e l’anima del proprio lavoro, la sua componente umana, stanno venendo meno.
Sebbene molti concordino sul fatto che l’IA abbia reso il lavoro più efficiente, che impatto ha avuto sulla creatività? E sulle competenze individuali maturate in anni di esperienza? E sull’esperienza personale, quel valore unico che ciascuno porta sul posto di lavoro?
I motivi per crederci
Ma sia chiaro: la nostalgia non significa regressione. I nostri dati mostrano che le persone talvolta si sentono meno valorizzate, ma in realtà il loro valore è aumentato notevolmente. I professionisti che conoscono davvero il proprio ambito e sanno individuare gli errori commessi dagli agenti di IA sono oggi ancora più essenziali per il successo delle aziende.
Affinché le strategie di IA abbiano successo, è però necessario sostenere questi professionisti, preservando ciò che conta: la loro autonomia, la qualità del loro lavoro e la loro identità. Solo così sarà possibile investire nell’IA dove può generare il massimo valore.
Il vero rischio non è che l’IA sostituisca gli esperti, ma che le organizzazioni non forniscano loro gli strumenti e le linee guida adeguati per orientare l’IA in modo sicuro, lasciando tutti bloccati a un utilizzo limitato per eccesso di cautela.
Mike Potter
Co-Founder e CEO, Rewind
Sfida 2: Il costo nascosto della produttività
Cosa abbiamo scoperto
L’IA è progettata per alleggerire il carico di lavoro, ma i nostri dati mostrano che l’uso di questi strumenti comporta in realtà un costo nascosto per la produttività, definito nel report “costo di verifica”. Si tratta di tutto il tempo che le persone dedicano a controllare, correggere e validare i contenuti generati dalle macchine. Invece di produrli direttamente, i lavoratori si ritrovano di fatto a correggere i compiti dell’IA.
E i numeri parlano chiaro: il 42% dei lavoratori dedica più tempo a verificare gli output dell’IA di quanto ne risparmi utilizzandola, mentre il 52% corregge regolarmente contenuti generati dall’IA dai colleghi.
I motivi per crederci
È evidente che questa dinamica non è sostenibile e che i leader devono ridurre il costo di verifica a carico dei dipendenti. Il primo passo consiste nello sfruttare le funzionalità di IA negli strumenti di project management che i team già utilizzano, automatizzando le attività amministrative più ripetitive e a basso rischio, che rendono il lavoro meno significativo.
Una volta gestite queste attività, gli specialisti possono concentrare nuovamente le proprie energie su un lavoro strategico e creativo ad alto valore, iniziando così a ridurre il costo di verifica.
Sfida 3: persone vs tecnologia
Cosa abbiamo scoperto
I nostri risultati rivelano una nuova dinamica culturale legata all’uso dell’IA sul lavoro, in cui le persone sentono di essere messe in competizione con la tecnologia. Questo fenomeno di “persone contro macchine” emerge dalla percezione che velocità, volume e qualità del lavoro umano vengano confrontati con quelli dell’IA.
La metà dei lavoratori (50%) ritiene che le proprie prestazioni vengano ora confrontate, direttamente o indirettamente, con gli output generati dall’IA, e che il proprio valore professionale sia valutato in un’ottica che contrappone l’intuizione umana all’efficienza algoritmica.
I dati mostrano inoltre che le persone usano l’IA per gestire il carico di lavoro, restare un passo avanti e lavorare in modo più rapido ed efficiente. Alla base c’è una paura di diventare obsoleti: il timore crescente che il proprio ruolo nel mondo del lavoro abbia i giorni contati. E i nostri risultati evidenziano che nemmeno i dirigenti senior ne sono immuni. Anzi, sono quelli più preoccupati dalla possibilità che il loro ruolo possa non essere più necessario in futuro.
Questo rappresenta un rischio concreto per il successo della trasformazione digitale: se il team percepisce di stare “perdendo” contro l’IA, adozione e coinvolgimento rischiano di bloccarsi.
I motivi per crederci
I dati evidenziano che il mandato per i leader aziendali è ormai chiaro: è il momento di concentrarsi sulla costruzione di una cultura che favorisca l’apertura, il dialogo bidirezionale e un approccio consapevole ai cambiamenti nelle dinamiche di lavoro.
Superando la contrapposizione tra persone e macchine e ricalibrando i criteri di valutazione delle performance per valorizzare il lavoro strategico complesso e le sfumature che solo le persone possono offrire, le aziende possono ridurre l’ansia legata all’IA
La narrazione sull’IA si è spostata dalla fattibilità tecnica a un attrito culturale più complesso: la dinamica “persone contro macchine”. Attualmente, la metà dei lavoratori (50%) ritiene che le proprie prestazioni vengano confrontate, direttamente o indirettamente, con gli output generati dall’IA, e che il proprio valore professionale sia valutato contrapponendo l’intuizione umana all’efficienza algoritmica.
Le persone usano inoltre l’IA per gestire il proprio carico di lavoro, restare un passo avanti rispetto ai colleghi, lavorare in modo più rapido ed efficiente e produrre risultati di qualità superiore. Alla base c’è la paura di diventare obsolete: il timore che il proprio ruolo nel mondo del lavoro abbia i giorni contati.
E i dirigenti senior non ne sono immuni. Anzi, sono i più preoccupati dalla possibilità che il loro ruolo possa non essere più necessario in futuro…
I dati mostrano che il 25% delle persone utilizza oggi l’IA per far fronte al carico di lavoro.
Per i leader, questo rappresenta un rischio significativo per la trasformazione digitale: se il team percepisce di stare perdendo contro l’IA, l’adozione rischia di bloccarsi. Ora è necessario superare la logica del “contro” e ricalibrare i parametri di produttività, valorizzando la strategia di alto livello e la supervisione attenta che solo il capitale umano può offrire.
Sfida 4: l'esodo dei "colletti bianchi"
Cosa abbiamo scoperto
Con la nostalgia pre-IA, il costo di verifica e la paura di diventare obsoleti in gioco, non sorprende che alcune persone cerchino una via d’uscita. Secondo la nostra ricerca, il 33% dei knowledge worker sta valutando di cambiare completamente settore per sottrarsi all’ombra dell’IA, mentre altri stanno considerando un pensionamento anticipato.
Questo possibile esodo dei colletti bianchi potrebbe comportare per le organizzazioni una perdita di conoscenze ed esperienza, se questi problemi resteranno irrisolti.
I motivi per crederci
Ma questo non è il quadro completo. Per quasi tre quarti dei knowledge worker (74%), la risposta non è fuggire, ma acquisire attivamente nuove competenze per rimanere rilevanti.
Ciò che farà davvero la differenza nel determinare da che parte si schiereranno le persone non sarà la tecnologia in sé, ma il modo in cui le organizzazioni sostengono e comunicano con i propri dipendenti, oltre alle opportunità che offrono per sviluppare nuove competenze.
I partner tecnologici e gli ecosistemi di piattaforma che avranno successo saranno quelli capaci di rendere l’adozione dell’IA sicura e reversibile, dando ai team la fiducia necessaria per sperimentare senza preoccupazioni.
Eli Mitchell
Senior Director of Partnerships, Rewind
Un ultimo messaggio per i leader
Le organizzazioni che ottengono valore sostenibile dall’IA non sono necessariamente quelle che si muovono più rapidamente. Sono quelle che adottano un approccio consapevole, bilanciando l’implementazione della tecnologia con i fattori umani che determinano, in ultima analisi, se tale tecnologia manterrà le sue promesse.
Se una delle sfide descritte sopra risuona con la vostra realtà, i risultati completi e i commenti degli esperti contenuti nel nostro report offrono una solida base di evidenze per orientare il vostro approccio all’IA
Scarica il nostro report, “The human cost of AI transformation”, per leggere i risultati completi, le analisi dei nostri esperti e un percorso che ti aiuti a sviluppare una strategia tecnologica per l’IA capace di generare efficienza senza penalizzare le persone che la rendono possibile.
Tutte le risposte alle domande più frequenti
Che cos'è il "il costo umano della trasformazione guidata dall'IA" ?
Il costo umano della trasformazione guidata dall'IA è un nuovo report di ricerca di Adaptavist. Basandosi sul report dell’organizzazione del 2025, esplora come l’IA stia ridefinendo il modo in cui il lavoro viene svolto e l’impatto che ciò ha sull’esperienza delle persone sul lavoro.
Che cosa include il report?
Il report include dati statistici basati su un’ampia indagine condotta tra i knowledge worker, oltre a insight e indicazioni pratiche degli esperti di trasformazione di Adaptavist e dei nostri partner tecnologici: Atlassian, monday.com, Tempo e Rewind.
Chi è stato intervistato per questo report?
Il report si basa su un sondaggio condotto a marzo 2026 su 2.500 knowledge worker nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada, Germania e Spagna.
A cosa si riferisce il termine "nostalgia pre-IA"?
È il fenomeno per cui i knowledge worker provano nostalgia per com’era il lavoro prima della diffusione dell’IA. Si concentra su un percepito “deficit creativo ed etico”, per cui i lavoratori sentono che la dimensione umana e significativa del lavoro si stia perdendo nel processo di utilizzo dell’IA nelle proprie attività.
A cosa si riferisce il "costo della verifica"?
Il costo di verifica si riferisce al costo nascosto in termini di produttività legato all’uso degli strumenti di IA: le persone devono dedicare molto tempo a controllare, correggere e convalidare i contenuti generati dalle macchine.
A cosa si riferisce la dinamica persone vs tecnologia?
In alcune organizzazioni che utilizzano l’IA, le persone percepiscono che le loro prestazioni vengano confrontate con quelle degli strumenti di IA generativa. Che si tratti di velocità, volume o qualità del lavoro, la pressione a superare le proprie controparti artificiali può avere effetti negativi sui lavoratori.
Ask
Explain
Cos'è l'esodo "dei colletti bianchi"?
L’esodo dei colletti bianchi indica una potenziale perdita di talenti nel lavoro intellettuale, poiché alcune persone cercano di sottrarsi all’ombra dell’IA, cambiando settore o scegliendo il pensionamento anticipato. È alimentato dalla nostalgia pre-IA, dal costo di verifica e dal timore che i ruoli diventino obsoleti.
How can I read the full report?
It’s easy–simply head here to download the full report and start reading.
Affrontare il “costo di verifica” dell’IA
Non lasciare che costi nascosti, come il “costo di verifica” dell’IA, ostacolino l’ottimizzazione del lavoro nella tua organizzazione. Leggi le nostre analisi complete e inizia a costruire una strategia di IA che metta le persone al primo posto.
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Responsabile dei servizi di informazione di Adaptavist
Con quasi due decenni di esperienza nei servizi professionali e nello sviluppo di prodotti all’interno dell’ecosistema Atlassian, Lisa ha costruito e scalato operazioni di servizio globali, definito strategie di work management cross-stack e rafforzato gli ecosistemi di partner.
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