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Temi e insights chiave del CIO Leaders Summit
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Temi e insights chiave del CIO Leaders Summit

The Adaptavist Group
The Adaptavist Group
Pubblicato il 31 marzo 2026
7 min di lettura
immagine di un razzo su uno schermo di computer
The Adaptavist Group
The Adaptavist Group
Pubblicato il 31 marzo 2026
7 min di lettura

I punti chiave dell'evento CIO Leaders Summit: Project Portfolio Management, Dati e osservabilità e focus di investimenti per i CIO del mercato italiano nei prossimi 12-18 mesi

La scorsa settimana, dal, 24 al 26 marzo, abbiamo avuto l’onore di sponsorizzare il CIO Leaders Summit, un evento esclusivo e accessibile solo su invito dedicato ai Chief Information Officer e ai leader della trasformazione digitale nelle aziende.
Durante tre giorni intensi, abbiamo avuto la possibilità non solo di relazionarci con alcuni dei più importanti brand del panorama italiano, ma anche di immergerci in tavoli di lavoro esclusivi su AI & Digital Transformation (Change management e comunicazione) & IT Operations (Legacy, debito tecnico e modernizzazione “intelligente”)
L’evento ci ha permesso di comprendere nel dettaglio le sfide attuali che i CIO stanno affrontando e quali saranno le priorità nel prossimo futuro. Non perdere di seguito tutti i nostri insights!
CIO Leaders Summit foto evento

Quali saranno le aree di focus per i CIO?

Negli ultimi anni la pressione sui CIO italiani è cresciuta in modo evidente: i costi di gestione dei sistemi aumentano in media del 13% l’anno, il 68% dei CIO segnala forti pressioni sui budget e la velocità richiesta al dipartimento IT è circa tre volte superiore rispetto a tre anni fa In questo scenario, velocità, efficienza, controllo dei costi e business continuity diventano le parole d’ordine per tutte le funzioni aziendali.
Dal recente evento emergono quattro direttrici chiave che stanno ridisegnando l’agenda dei CIO nei prossimi 12–36 mesi:
  • Project & Portfolio Management (PPM)
  • Cybersecurity, Observability
  • AI & Coding

Focus 1: il PPM come capability centrale per i CIO

Il Project & Portfolio Management è passato dall’essere pratica tipica del software a diventare una capability trasversale a tutta l'organizzazione: R&D, manifattura, finance, HR e innovazione. L’obiettivo: avere “il polso” dell’intera azienda, tenere sotto controllo processi di business e investimenti e allineare in modo continuo strategia ed esecuzione.
Secondo i dati condivisi al Summit, il 76% dei CIO investirà nel potenziamento o nell'implementazione di soluzioni PM e PPM nel triennio 2026–2029. Una scelta motivata non solo dalla complessità crescente, ma soprattutto dal ritorno misurabile che un PPM strutturato è in grado di generare.

I numeri che spiegano il valore del PPM

Le organizzazioni che hanno adottato un framework PPM maturo registrano benefici concreti su più dimensioni:
  • ROI dei progetti: fino a 2,4 volte il ritorno medio sui progetti rispetto alle realtà senza un PPM strutturato .
  • Controllo e visibilità: +92% di visibilità sullo stato globale dei progetti, con una fotografia chiara e real-time del portafoglio iniziative .
  • Time-to-market: -55% sui tempi di rilascio dei progetti aziendali, grazie a una migliore priorizzazione e gestione delle dipendenze .
  • Allocazione delle risorse: +63% di miglioramento medio nell’ottimizzazione dell’allocazione delle risorse .
  • Business continuity operativa: -88% sui tempi di risposta ai blocchi operativi, con un impatto diretto sulla resilienza del business .
  • Allineamento strategia–esecuzione: il 79% del personale segnala un miglioramento percepito dell’allineamento tra obiettivi strategici e attività quotidiane.
Come sintetizzato durante l’evento:
Il tracciamento real-time di ogni attività è diventato il nuovo sistema operativo del CIO

Focus 2: Data & Network Observability

Parallelamente al PPM, una quota rilevante dei budget IT dei prossimi tre anni sarà destinata a Cybersecurity & Observability.Gli attacchi sono in crescita esponenziale e i nuovi obblighi di compliance (come NIS2 e DORA) rendono imprescindibile una maggiore visibilità su infrastrutture cloud e di rete. Riduzione del MTTR e continuità operativa sono le priorità assolute con NIS2 e DORA sullo sfondo
I CIO si preparano a investire in piattaforme in grado di:
  • fornire observability end-to-end;
  • ridurre il rischio di downtime;
  • supportare il rispetto dei requisiti normativi in modo continuo
Quattro i pilastri fondamentali dell’observability sui quali si è discusso molto:
  • Metriche: CPU, memoria, latenza, throughput in real-time su ogni layer.
  • Logs: Aggregazione centralizzata e correlazione automatica degli eventi
  • Traces: fine-grained tracing distribuito per identificare colli di bottiglia.
  • Alerts & SOAR: Automazione della risposta agli incident: riduzione e ottimizzazione del MTTR.

Focus 3: AI-Assisted Coding e Change Management

Si è discusso molto anche degli aspetti di make or buy rispetto agli applicativi software:
  • ERP e personalizzazioni
  • CRM
  • Verticali per la gestione di processi specifici
I costi dell’opzione make, mentre in precedenza erano visti come proibitivi, adesso vengono considerati sostenibili grazie all’AI Generativa.
Dalle conversazioni era chiaro come i CIO si sentono di non poter guidare il cambiamento da soli: coinvolgere l’ HR fin dall'inizio e tracciare lo stato del progetto è il framework vincente per superare le resistenze e ottenere risultati duraturi.

I prossimi passi per i CIO B2B

Alla luce di questi trend, dal Summit emergono quattro azioni concrete per i CIO e le aziende B2B che vogliono prepararsi al 2026:
  1. Mappare tutti i progetti con uno strumento PM–PPM: creare una vista unica e integrata del portafoglio progetti, con priorità, dipendenze, budget e capacità;
  2. Investire in observability prima del prossimo incidente: non aspettare il prossimo blocco critico per intervenire: dotarsi per tempo di strumenti di monitoring avanzato su sistemi, reti e applicazioni;
  3. Coinvolgere HR nel change management fin dal primo giorno: ogni evoluzione in ottica PPM e osservabilità ha un impatto organizzativo: ruoli, competenze, modi di lavorare. Per questo la funzione HR deve essere parte del progetto sin dall’inizio;
  4. Valutare il “make” nei processi che differenziano il business: per i processi realmente distintivi rispetto alla concorrenza, la raccomandazione è di privilegiare soluzioni “make” (interne o custom) anziché un semplice “buy”, così da preservare il vantaggio competitivo .

Conclusione

Nei prossimi 12–36 mesi il ruolo del CIO si giocherà sempre più sulla capacità di:
  • orchestrare investimenti tramite un PPM robusto;
  • garantire sicurezza e continuità grazie a cybersecurity e observability avanzate;
  • connettere in modo trasparente strategia, execution e persone.
Per le aziende B2B questo significa trasformare il dipartimento IT da centro di costo a motore di valore misurabile, supportato da dati real-time, governance chiara e una visione integrata di tutti i progetti critici per il business.
Se sei interessato a continuare la conversazione e sapere di più su come possiamo supportarti, contattaci.

Scritto da
The Adaptavist Group
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